Assolto anche in appello l’agente che sparò a Jefferson Tomalà, morto durante un Tso. Il ragazzo aveva ferito un collega

La corte d’appello ha stabilito che «il fatto non costituisce reato» perché il poliziotto avrebbe sparato per legittima difesa durante il trattamento sanitario obbligatorio
Luca Pedemonte era già stato assolto in primo grado. In quell’occasione, lo stesso Pm, Walter Cotugno, al termine delle indagini, aveva chiesto l’assoluzione. Il poliziotto era stato indagato non per omicidio, ma per eccesso colposo di legittima difesa.

L’intervento delle forze dell’ordine era stato chiesto dagli stessi familiari del giovane, dopo che lui aveva minacciato di ucciderli e poi togliersi la vita e si era barricato in una camera armato di coltello. I poliziotti delle volanti, arrivati sul posto, avevano prima cercato di trattare, poi, non ottenendo alcun risultato, avevano deciso di entrare nella stanza spruzzando spray al peperoncino.
Tomalà aveva reagito colpendo con il coltello uno dei poliziotti. L’altro, temendo di essere colpito e che il ragazzo infierisse sul collega, aveva sparato sei colpi con l’arma di ordinanza, colpendo il ragazzo a morte.
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